A Palazzo Palladini per i 20 anni di “Un Posto al Sole”

screen-capture-1Venti anni di Un posto al sole: proprio questo mese si celebrano due decenni di puntate della seguitissima soap opera, la prima interamente prodotta in Italia, nonché la più longeva soap italiana. Ricordate l’intervista di Idea Napoli a Monica Sarnelli, interprete della sigla? (se non la ricordate, date un’occhiata a questo link: http://www.ideanapoli.it/monica-sarnelli-napoli-e-tutto-e-niente-unica-al-mondo/).
Stavolta ci occupiamo del set.

Virgilio, inseparabile compagno di queste avventure alla scoperta di Napoli, mi è venuto a prendere a casa: senza perdere tempo, scendiamo le scale in direzione di una nuova tappa del nostro viaggio. Ben presto e come d’incanto ci ritroviamo a Posillipo, in Via Ferdinando Russo; proseguiamo lungo la discesa che porta al mare e, giunti alla fine, rimaniamo incantati davanti alla bellezza del golfo: una spiaggia minuscola, gli scogli e una vista spettacolare sulla città. L’incantesimo viene rotto dal canto stonato di Virgilio: «E un posto al sole ancoraaaa ci saràààà!», la sua gioia è incontenibile e così scopro che è un fan sfegatato della celebre soap opera di Rai Tre, incentrata sulle vicende degli abitanti del palazzo di fronte al quale ci troviamo. Spesso tra gli spettatori della soap ci sono anche io; sono cresciuta con Rossella, ho visto tutte le moto che ha cambiato Franco, ammiro le attività del Centro d’ascolto di Giulia e forse dovrei mandare il mio curriculum a Silvia che magari mi può assumere al bar e mi pago gli studi: insomma, le vicissitudini degli inquilini di Palazzo Palladini accompagnano le mie cene da vent’anni esatti, da quando ero nel seggiolone ad oggi. In effetti, il fatto che i protagonisti se ne stiano beatamente in terrazza a godersi il panorama e a farci morire d’invidia ogni volta che si affacciano con vista sul golfo non rispecchia tanto la mia idea di Napoli, ma nel corso degli episodi sono stati affrontati tanti temi caldi della città e di attualità e le scene sono state girate in tantissimi altri luoghi.

Sorseggiamo un caffè nei dintorni, nel piccolo borgo di Riva Fiorita, col suo porticciolo e la stupenda veduta, e nel frattempo Virgilio mi racconta la storia di Villa Volpicelli, vero nome del palazzo: «Già nella prima metà del Seicento la villa era famosa per l’alta torre cilindrica e l’intera struttura fortificata apparteneva al nobile Pietro Santacroce. In seguito, divenne bene demaniale e fu soprannominata il “fortino” o “torretta”, tant’è che nella mappa del duca Giovanni Carafa del 1775 (considerata un capolavoro della cartografia del Settecento) appare come “Cas. Di Schitella e Fortino appresso”, in ricordo dell’uso da parte dei principi di Ischitella. Nel 1884 venne acquistata da Raffaele Volpicelli, ricco commerciante di carboni, il quale ben presto ordinò dei lavori di ristrutturazione che avrebbero dovuto ridarle il suo primissimo aspetto. Villa Volpicelli, tra le più belle ville della città, possiede un vasto giardino che si distende verso il mare e sfiora le proprietà di Villa Rosebery, una delle tre residenze ufficiali del Presidente della Repubblica Italiana. E dal 1999 è stata scelta per rappresentare l’esterno del mitico Palazzo Palladini!».

Oggi la villa non è visitabile al suo interno poiché è una proprietà privata; talvolta, però, si può approfittare di alcuni eventi mondani che danno la possibilità di affacciarsi alla terrazza e ammirare il Golfo come fanno i protagonisti della soap.

About the author

Napoletana nata a Torino, laureata in Scienze della Comunicazione, con la passione per la sociolinguistica e il turismo. Innamorata di Napoli e del Napoli, divora libri e pizze fritte. Per Idea Napoli cura la rubrica “Divina Napoli”.

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