Aglio, olio e assassino: la recensione dell’ultimo romanzo di Pino Imperatore

Italiani: popolo di santi, poeti, navigatori e scrittori di gialli al punto che chi scrittore di gialli non lo era lo diventa.

È il caso di Pino Imperatore, che dopo averci raccontato la camorra e il terrorismo, decide di creare un ispettore tutto suo, visto che nel panorama nazionale letterario ce ne sono pochi. Ironia a parte, il romanzo dello scrittore napoletano non è un giallo canonico stile Agatha Christie o George Simenon, né un giallo sentimentale scuola Maurizio de Giovanni; quello di Pino Imperatore è un giallo napoletano e non poteva essere altrimenti.

Aglio, olio e assassino: la storia

L’ispettore Gianni Scapece, dopo anni di servizio fuori Napoli, decide di tornare a lavorare nella sua città natale, lasciata perché l’assenza dei genitori, venuti a mancare a poca distanza l’uno dall’altro, era pesante da sopportare. Stare lontano da Napoli, però, è difficile e quindi ora che il tempo ha attutito il dolore Gianni è pronto a tornare e a prestar servizio nella sia città, nel nuovo commissariato di Mergellina.

Il primo caso a cui si ritrova a lavorare è un caso sui generis, non tanto per le modalità (un giovane accoltellato), quanto per come il cadavere viene fatto ritrovare, ossia decorato con Aglio, olio e peperoncino. Una rapina finita male è da escludere a priori, questa è l’opera di un pazzo che tanto pazzo poi non è, visto che ha preparato tutto nei minimi dettagli. In soccorso di Gianni, oltre al commissario suo superiore, accorrono anche i due proprietari della trattoria ParthenopeCiccio e Peppe Vitiello. La trattoria è uno dei posti più rinomati non solo di Napoli, ma di tutta la regione, grazie al fatto che alla tradizione è stata affiancata la sperimentazione dei nuovi sapori, il tutto senza mai abbandonare l’essenza della cucina napoletana (sarebbe un sacrilegio che Nonno Ciccio non tollererebbe).

Padre e figlio conquistano subito le simpatie dell’ispettore, che in trattoria si sente uno di casa e torna a respirare quell’aria di famiglia che lui ha perso troppo presto; aggiungiamo che la figlia di Peppe, Isabella, cattura subito l’attenzione dell’imperterrito scapolo Gianni e la storia si scrive da sola.

L’umorismo di Pino Imperatore

Con questo libro (edito da DeA Planeta) Pino Imperatore si è messo alla prova con qualcosa di nuovo rispetto a ciò a cui i suoi lettori sono stati abituati. La sua ironia e il suo umorismo non li ha riposti in un cassetto per far spazio al giallo classico, anzi, le caratteristiche del suo stile che abbiamo conosciuto e apprezzato le ha messe al servizio della storia producendo un risultato niente male. Funziona tutto. L’ispettore Gianni Scapece, il commissario, la famiglia Vitiello e tutto il team della Parthenope, sono personaggi a cui vuoi subito bene e che non vedi l’ora di rivedere. Altro marchio di fabbrica di Pino Imperatore è Napoli, non una città buttata lì per caso a fare da splendida cornice alla storia, piuttosto una Napoli da scoprire volta per volta, tassello dopo tassello, raccontato attraverso i suoi gioielli artistici e i suoi magnifici monumenti, soprattutto quelli meno conosciuti ai più e che in queste pagine vengono descritti nei minimi dettagli. I libri di Pino Imperatore io li ho usati come mia guida personale, ho visitato il Cimitero delle Fontanelle dopo che ne aveva parlato in Bentornati in casa Esposito, sono tornata al Duomo per cogliere i particolari che mi erano sfuggiti dopo la bellissima descrizione che ne fa in Allah, San Gennaro e i tre kamikaze e ora mi sono segnata la chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina.

A questo punto l’unica speranza è di vedere tornare al più presto tutta la banda alle prese con una nuova indagine.

About the author

Classe 1990, appassionata di editoria con la qualifica di consulente letterario. Nel Paese in cui tutti scrivono libri lei preferisce leggerli. Web writing, scrive di libri sul blog Gli Amabili Libri , collabora con diversi siti e divora serie TV americane. Tifosa del Napoli e amante della città di Napoli. Per Idea Napoli cura la rubrica “CopertiNa”.

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