Alla scoperta dei Lab081

La formazione dei Lab081

Chi legge il sottoscritto ed Idea Napoli in generale, sa quanto siamo allergici ai luoghi

comuni, soprattutto se legati alla nostra Città. Uno di quelli più inflazionati vuole Napoli come un

teatro a cielo aperto. Lungi da me non voler vedere nel popolo napoletano quella che potremmo

definire una naturale propensione alla teatralità, ma credo che, con il passare del tempo, quello che

poteva essere inteso come un complimento sia diventato sempre più l’ennesimo attributo

dispregiativo.

La domanda allora sorge spontanea: perché recensire un disco, quello dei Lab081, che non

solo si chiama ‘E Guarattelle, ma che in copertina mostra Pulcinella che manovra un burattino?

La risposta è semplice: perché ho ascoltato il disco ed ho trovato quello che si trova in

tantissime opere prime di un artista o di una formazione, come in questo caso. Utilizzare un luogo

comune per stravolgerne il significato (almeno questo è quello che è arrivato a me dopo un attento

ascolto).

Vincenzo Iengo (voce), Sebastiano Spina (mandolino), Marco Lace (piano e tastiere),

Stefano Stornaiuolo (basso), Marco Roberto Trupiano (percussioni) ed Ernesto D’Arienzo (batteria)

hanno utilizzato la metafora del burattino per realizzare quello che definirei un concept-album

mancato, in cui la vita di questi ragazzi scorre in un teatrino (Napoli, ma anche il mondo) che a

volte sembra stretto ed opprimente, ed in altre immenso e pieno di opportunità.

La prima traccia è Burattino, che apre il disco e descrive quello che ci attenderà per tutto il

resto dell’ascolto: ritmi funkeggianti che si mescolano al mandolino ed alla voce di Iengo, a mio

avviso volutamente teatrale quasi in tutti i brani. Con E’ accussì si viaggia sui ritmi dell’amore,

quello che ti cambia ad un solo sguardo. Il terzo brano, Troppi caffè, tocca la tematica della

necessità di emigrare di tanti ragazzi napoletani e che invece vorrebbero restare nella loro terra, per

la quale chiedono rispetto. Sciore ‘e tufo è invece la dichiarazione d’amore che i Lab081 fanno alla

nostra città, intesa come una divinità fatta di cuore passione e rabbia. Il quinto brano, Tutto

cambierà, un confronto tra amici e le loro passioni ed aspirazioni, vede la partecipazione di Roberto

Colella, voce della band La Maschera. Si continua con Anima pezzente, ed i conflitti generazionali

tra i genitori che vorrebbero per i propri figli una vita “normale” e questi ultimi che invece hanno

voglia di emanciparsi proprio attraverso l’arte, in maniera quindi non convenzionale. Se po’ dicere

“Talk Show” è invece una dichiarazione di guerra all’attuale sistema televisivo italiano, che

personalmente sottoscrivo in pieno. Con Saracollacca si va invece per un attimo fuori tema, testi in

italiano ed un sound più morbido e radiofonico, a dimostrazione che la band è in grado anche di

suonare in modo diverso. Si chiude il disco con la bellissima Vene e và, dove la barca ed i pescatori

si trasformano nella metafora della vita.

Dopo l’ascolto dei brani ho deciso di porre alcune domande a Vincenzo Iengo, che vi

ripropongo qui.

Nel vostro “laboratorio” lo strumento che, a mio avviso, prevale su tutti è il mandolino: si

tratta di un’esigenza dovuta dalla formazione oppure c’è una volontà specifica in questa

scelta.

Sicuramente la scelta di utilizzare il mandolino è motivata dalla nostra voglia viscerale di

presentarci come figli di Napoli, e non vi è strumento migliore per fare ciò ma esso non prevale,

così come può sembrare ad un primo ascolto, sul resto degli strumenti. Il nostro vero obiettivo è

sempre stato quello di esaltarne la bellezza armonica correlandola a dei suoni contemporanei.

La canzone che più mi ha colpito è Se po’ dicere Talk Show, in cui denunciate un certo

modo di fare televisione: credi che questa critica possa estendersi anche al mondo delle

reti sociali?

Il pezzo viene scritto essenzialmente come denuncia verso alcuni programmi televisivi che

ci vengono continuamente proposti in televisione, a discapito di contenuti di maggiore importanza

che troppo spesso passano in secondo piano. E’ sicuramente possibile estendere la denuncia alle reti

sociali, anche se, mentre la televisione non ti lascia molte possibilità di scelta e quindi in un certo

senso ti guida verso un certo tipo di contenuti, in rete si è più liberi di scegliere cosa, come e quando

guardare ciò che si ritiene più interessante, quindi la responsabilità sui contenuti assorbiti passa

direttamente all’utente.

Come nasce la collaborazione con Roberto Colella nel brano Tutto cambierà?

Quando si cita Roberto non mi piace parlare di collaborazione bensì di una bella amicizia

nata ancor prima della decisione di intraprendere questo percorso artistico. La Maschera aveva da

poco lanciato il suo primo disco ed io ero tra i suoi estimatori. Ebbi la possibilità un giorno di

incontrare Roberto e di raccontargli della voglia di costruire un qualcosa di mio insieme alla band e

da quel momento c’è stato sempre un bello scambio di idee e di esperienze. Una volta pronto il

nostro prodotto gli proposi di prestare la sua voce al brano e sono onesto nel dire che non se lo fece

ripetere due volte.

Come ti poni davanti al tema dei “generi musicali”: secondo te esistono o sono solo il

prodotto della fantasia delle case discografiche?

Quello dei generi è un discorso sempre difficile da affrontare. I generi esistono e sono

sempre esistiti; quelli che tutti conosciamo e apprezziamo sono nati come conseguenza della

situazione sociale, artistica e tecnologica di un determinato momento storico. Attualmente diventa

quasi impossibile associare un artista o una band ad un solo genere musicale a causa delle grandi

contaminazioni partorite nell’ultimo periodo. Ad esempio noi siamo pop, ma allo stesso tempo folk,

con una vena di reggae, non troppo funky, ma world music quanto basta.

Quali sono i prossimi progetti dei Lab081?

Abbiamo in cantiere la realizzazione di un secondo Video Ufficiale, la canzone e la regia per

il momento sono Top-secret ma stiamo lavorando a qualcosa di bello, che speriamo possa portare il

nostro progetto ad avere ancora più consensi da parte del pubblico.

In bocca al lupo ai Lab081 allora.

About the author

Talmente tante vite alle spalle che oramai non le ricorda più. La passione più grande resta la musica e la scrittura in genere. Alla ricerca di se stesso negli occhi degli altri, e viceversa. Napoli nel DNA. Per Idea Napoli cura la rubrica “Napoletano Atipico”.

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