Luoghi non comuni

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Antonio Fresa, un pianista al ballo di “Gatta Cenerentola”


Antonio Fresa (foto Angelo Orefice)

Ha letteralmente spopolato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Le sue proiezioni in anteprima (stasera 11 settembre al Modernissimo n.d.r.) sono sold-out da giorni, in attesa dell’uscita in tutte le sale a partire dal 14 settembre.

Stiamo parlando della “Gatta Cenerentola” il film d’animazione prodotto da Luciano Stella e dalla sua “napoletanissima” Mad Entertainment. Questo nuovo lungometraggio d’animazione, diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, arriva dopo un altro grande successo firmato Mad vale a dire “L’Arte della felicità”.

Il film narra la storia di Cenerentola, cresciuta all’interno della Megaride, un’enorme nave ferma nel porto di Napoli da più di 15 anni. Suo padre, ricco armatore della nave e scienziato, è morto portando con sé nella tomba i segreti tecnologici della nave e il sogno di una rinascita del porto. La piccola vive da allora all’ombra della temibile matrigna e delle sue perfide sei figlie. La città versa ora nel degrado e affida le sue residue speranze a Salvatore Lo Giusto, detto ‘o Re, un ambizioso trafficante di droga che, d’accordo con la matrigna, sfrutta l’eredità dell’ignara Cenerentola per fare del porto di Napoli una capitale del riciclaggio. La nave, infestata dai fantasmi-ologrammi di una tecnologia e di una storia dimenticate, sarà il teatro dell’intera vicenda. Il futuro della piccola Cenerentola e della povera città di Napoli sono legati ad uno stesso, sottilissimo, filo.

IdeaNapoli ha incontrato Antonio Fresa pianista, compositore e socio fondatore della Mad Entertainment, che ha firmato, insieme al suo storico partner Luigi Scialdone, la colonna sonora del film.

Antonio come nasce la colonna sonora della “Gatta Cenerentola”?

La colonna sonora si è formata nelle prime stesure della sceneggiatura nella quale gli autori avevano inserito alcuni brani già pre-esistenti ed alcune canzoni da riadattare. Il carattere della sceneggiatura e dell’aspetto visivo fortemente pittorico ha ispirato notevolmente la caratterizzazione della scrittura musicale. La scrittura originale potrebbe essere suddivisa in tre aree, lo swing incalzante della prima parte del film, i temi malinconici e meditativi che raccontano la decadenza e la memoria e infine il crime più scuro e arricchito da un beat urbano e chitarre elettriche pulp.

Quanto sei contento per il successo di questo progetto?

Super contento, ma aspetterei il botteghino per parlare di successo. Per ora sono molto contento di aver incassato ottime recensioni sulla musica, soprattutto da Variety che indica i pezzi di big band Jazz come le cose migliori della colonna sonora

Dopo aver raccolto tante soddisfazioni con “L’Arte della Felicità” ti aspettavi da subito un così forte exploit di questo nuovo progetto?

 Non mi aspettavo nulla perché troppo coinvolto, inoltre capisco con sincerità il valore di un lavoro fatto solo quando lo vedo al cinema con persone altre alla produzione e alla creatività

Noi siamo convinti che i presupposti per confermare l’enorme successo riscosso al Lido ci sono tutti.

https://www.facebook.com/GattaCenerentola/



Sociologo, fotografo, amante della musica e chitarrista occasionale. Napoletano "nato in casa", contagiato da quella bellezza tutta partenopea, contraddittoria e spontanea, che si è trasformata, nel tempo, in incessante ricerca visiva. Per Idea Napoli cura la rubrica “Fuori Cronaca”.


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