Indivisibili e vincenti – Idea Napoli

Indivisibili e vincenti

Enzo Avitabile

Ecco cominciamo dalla fine.

“Ringrazio Napoli ed il mio quartiere Marianella” così ha salutato Enzo Avitabile ritirando il premio come migliore musicista ai David di Donatello; mi sembra che in questa frase di uno dei nostri artisti meno etichettabili ci sia racchiusa tutta la cifra di Indivisibili di Edoardo De Angelis

Cominciamo dalla fine.

Perché dall’inizio sarebbe troppo complesso, questo film è troppo POTENTE per essere affrontato così tutto d’un fiato

Cominciamo dalla fine

Dalle 17 candidature e dai 6 premi vinti:

Migliore sceneggiatura originale a Nicola Guaglianone, Barbara Petronio e Edoardo De Angelis

Migliore produttore a Attilio De Razza e Pierpaolo Verga

Migliore attrice non protagonista a Antonia Truppo

Migliore musicista a Enzo Avitabile

Migliore canzone originale a Abbi pietà di noi

Migliore costumista a Massimo Cantini Parrini

 

…ma forse sarebbe stato giusto li avesse vinti tutti, che a tutte le diciassette candidature fosse corrisposto un premio, perché nessuno sarebbe stato immeritato, perché tutto in questo film è pensato, lavorato, faticato, voluto e

tutto contribuisce ad un’opera corale dove ciascuno fa meravigliosamente la sua parte.

Cominciamo dalle protagoniste, le due bravissime sorelle Angela e Marianna Fontana che per interpretare quel mix di profili che il regista e gli sceneggiatori hanno pensato per loro hanno lavorato tanto anche fisicamente per imparare a muoversi come delle gemelle siamesi (cosa che nella realtà non sono) e per essere, divine, terrene, feroci e tenere. Nel corso della narrazione catapultano lo spettatore in situazioni claustrofobiche per poi illuderlo di librarsi in ampi spazi.  Ma tutti confermano la loro perfetta aderenza al progetto filmico messo in piedi da De Angelis. La madre Antonia Truppo, Servillo, l’immenso Gianfranco Gallo, Laudadio, Massimiliano Rossi. Tra gli sceneggiatori c’è Guaglianone che ci ha fatto amare quell’altro film-fenomeno dello scorso anno Lo chiamavano Jeeg Robot….e si vede!!!

C’e un bisogno di eroi in questo mondo, come per Jeeg Robot qui sono le gemelle siamesi, attaccate all’altezza della vita, a fungere da feticcio per gli abitanti della periferia vicina al mare, fatta di case non finite e una popolazione quasi solo africana.

Questo film è un gioiello sospeso tra orrore e bellezza, tra realtà e sogno, parte dal poco che ha intorno, da quella sorta di NON LUOGO che è diventata la periferia campana ma aspira al tanto che ha dietro di se ed a cui sembra ispirarsi…come non pensare ad una inconsapevole versione 2.0 di Brutti, sporchi e cattivi?

Se non suonasse come una bestemmia direi che Pasolini si sarebbe alzato ad applaudire la sbilenca corte dei miracoli che anima questo film magistralmente interpretata da bravissimi attori

Ma la POTENZA di quest’opera sta nel fatto che esci dalla sala sapendo aver visto qualcosa di raro, che lascia il segno, di inusuale e che non può essere giudicato con i canoni convenzionali e resta il rammarico che avrebbe meritato di più.

Partendo dalla fine quindi e dalle parole di Enzo Avitabile chiudiamo il cerchio sapendo che Indivisibili è un’opera universale destinata a parlare a tutti ma che sappiamo esattamente da dove viene come chi sale sul palco del più importante premio italiano per il cinema e ringrazia la sua terra ed il suo quartiere.

Il regista De Angelis ci dice che è cresciuto a Caserta e dalla sua finestra vedeva il cantiere di un centro direzionale mai nato e le montagne sventrate dalle cave. Ecco questo film viene da lì da questo smembramento di territori, identità, sentimenti. Viene dal deserto del cuore e dell’intelletto ma ha una potenza tale da scagliarci lì in mezzo ai protagonisti e scavarci dentro lasciandoci la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di assolutamente unico.

Il film ritorna nelle sale per qualche giorno… approfittiamone!

Deborah Lombardi

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Comments

  • Ruggero Margiotta 29 marzo 2017 at 21:40

    Chi è Laudadio? Citerei anche l’impresario (visto nela fiction la porta rossa) .
    Bel film .

    Reply