Luoghi non comuni

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Io, la chitarra e il mio sconcerto. Intervista a Pierluigi Cuomo


“E chiedo scusa a quel ragazzo per tutto il tempo che ho lasciato la chitarra nascosta nel nascondiglio del possibile” (foto articolo Angelo Orefice – foto copertina Paolo Palmieri)

Pierluigi Cuomo, si è innamorato della sua chitarra classica nel 1974, quando aveva solo quattordici anni. Forse era troppo giovane per capire la grandezza di questo amore o forse la vita aveva deciso che non era ancora il momento per farlo conoscere al grande pubblico come chitarrista.

Ma Pierluigi la sua chitarra non l’ha mai abbandonata, anche ai tempi dei primi esordi nei teatri napoletani come il Sancarluccio, anche quando nel 1985 si diploma in recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia con Lina Wertmüller e Monica Vitti come insegnanti. Tra i tanti suoi lavori, lo ricordiamo al cinema (con la Wertmüller e Sophia Loren in Sabato, Domenica e Lunedì), in teatro nel Ferdinando di Annibale Ruccello (diretto dallo stesso autore e con Isa Danieli) e protagonista di tante serie tv (per quelli della mia generazione spaventati dalla naja sarà sempre il mitico tenente Ulderico Dell’Anno di Classe di Ferro)

In tutti questi anni però il primo amore, anche se “di nascosto” è sempre stato presente, fino al momento in cui è nato “Sconcerto per chitarra sola”. Un disco con otto brani che si rifà, inevitabilmente, alla grande tradizione dei chitarristi spagnoli partendo dall’inarrivabile Segovia passando per il “rivoluzionario” de Lucía, ma che porta in calce la firma ben riconoscibile di un raffinato chitarrista come Cuomo (autore di tutti i brani presenti nel disco).

Allora Pierluigi, come mai tutti questi anni per tirare fuori la chitarra dal “ripostiglio del possibile”?

“Il ripostiglio del possibile” al quale alludo in quella frase stampata nell’interno copertina non è altro che il Dove di quello stato d’animo, di quella voce interiore quella energia che mi ha spinto a sfidarmi, a riprendere a studiare con impegno costanza e sacrificio per poi esibirmi in pubblico. Non volevo più che la mia musica restasse tutta e solo per me. Suonare è un dono che va condiviso e offerto al gusto e al giudizio del pubblico. In realtà da solo, a casa mia, non è che abbia mai veramente smesso, ma forse per una sorta di mania di perfezionismo o di introversione (le due cose vanno spesso insieme) non mi sentivo del tutto pronto, e poi com’è che si dice: “Le cose sono pronte quando lo è la tua anima”, ecco forse è andata solo e semplicemente cosi. Del resto, il tempo mi interessa solo in senso musicale, invece del tempo comunemente inteso, del suo scorrere, me ne curo veramente poco.

“Sconcerto per chitarra sola” è un disco molto particolare, quasi difficile da inserire in una categoria precisa, nonostante dovrebbe essere scontato. Dai passi in punta di piedi del “Bolero” al ritmo incessante di “Santa Severa” passando per l’atmosfera a dir poco magica di “Por la tarde, la luna”. Quanto lavoro c’è dietro le otto piccole perle che compongono questa collana? E qual è quella alla quale sei più legato?

Guarda, ”Sconcerto per chitarra sola” onestamente non posso che ritenerlo un disco di chitarra classica, che poi i brani siano i miei non credo faccia molta differenza in merito alle definizioni. Certo, comprendo appunto lo sconcerto di chi si può trovare ad ascoltare il disco o a venire ad ascoltarmi quando suono, ma nell’era digitale io ho scelto di esprimermi cosi, anche e soprattutto perché altrimenti e diversamente non saprei proprio come fare, non uso effetti se non quello della cassa armonica della chitarra appoggiata sul mio sterno. Non sono partito con l’idea di fare un disco, ho ascoltato e seguito lo scorrere delle dita sulla chitarra il pizzicare sulle corde, le risonanze le dissonanze, poi solo dopo e di conseguenza ho concepito lentamente il repertorio, ho cominciato ad esibirmi in pubblico e infine ho deciso di procedere con la registrazione. Io con la chitarra non è che ci lavoro, proprio ci vivo insieme. Poi davvero, i brani, i titoli, sono tutte mie adorate creature non amo un brano più di un altro, ma se proprio devo risponderti e citare un solo brano ti dico ”A Clod”, perché  è abbastanza complesso come composizione chitarristica, magari al primo ascolto non è il più facile, ma soprattutto  perché questo brano ho voluto dedicarlo ad una persona che mi ha incoraggiato tantissimo in questa impresa, in questo viaggio, e  questo è stato il mio modo di esserle profondamente riconoscente.

Curiosità, da “pseudochitarrista” a “vero chitarrista”. Hai la possibilità di scegliere due nomi per una jam stile “Friday Night in San Francisco” (famosissimo disco con Paco de Lucía, John McLaughlin e Al Di Meola n.d.r.). Partendo dal presupposto che de Lucía “lo fai tu”, chi sono gli altri due? 

La jam session non fa parte ancora della mia dimensione musicale, sono essenzialmente un chitarrista solista, ma visto che non faccio altro che mettermi in discussione sto già pensando a chi e con chi collaborare. La tua curiosità di chitarrista mi mette davanti a una domanda difficilissima alla quale ti rispondo cavandomela nel modo più semplice possibile. Mi tengo gli altri due, cioè McLaughlin e Di Meola, piuttosto sarebbe molto simpatico avere un loro parere a domanda invertita.

Hai già cominciato da tempo a portare in giro il tuo “Sconcerto”. Quali sono i progetti futuri? Sono già in cantiere altre date?

Sto ancora lavorando per definire date e esibizioni, visto che il mese di agosto è una sospensione nel vuoto, comunque sia il primo concerto lo terrò a Roma alla Cappella Orsini mercoledì 4 ottobre, sicuramente suonerò anche a Napoli, non posso vedermi o sentirmi senza, figuriamoci. Il mio progetto futuro è quello di raggiungere con la mia musica il maggior numero di persone possibile, l’incontro con il pubblico mi crea sempre nuove suggestioni che poi metto addosso alla chitarra, anzi che lei mette addosso a me.

Idea Napoli prova a raccontare la città evitando i luoghi comuni che spesso la accompagnano. Alla fine di ogni intervista siamo soliti chiedere ai nostri ospiti: qual è la tua idea di Napoli?

La Storia di tutte le città del mondo è raccontata dagli esseri umani, ossia dai rispettivi abitanti. Invece penso che, da sempre, sia Napoli stessa a raccontare la Storia delle persone che ci hanno vissuto che ci vivono e che ci vivranno.

Hasta la guitarra siempre!!!

 

 

INFO

È possibile acquistare “Sconcerto per chitarra sola” durante i concerti di Cuomo e nei seguenti punti vendita:

Napoli

Libreria “Colonnese” – Via Sa Pietro a Majella, 33 oppure Via San Biagio dei Librai, 100

Libreria “Io ci sto” – Via Cimarosa, 20

Roma

La Stanza della Musica – Via dei Greci, 36

Libreria Notebook all’Auditorium – Viale de Coubertin, 30

La discoteca al Pantheon – via della Minerva, 10

Blutopia – Via del Pigneto, 116

Libreria Fahrenheit 451 – piazza Campo de’ fiori, 44

Libreria Testaccio – Piazza Santa Maria Liberatrice, 23

 

 

 

 

 

 

 



Sociologo, fotografo, amante della musica e chitarrista occasionale. Napoletano "nato in casa", contagiato da quella bellezza tutta partenopea, contraddittoria e spontanea, che si è trasformata, nel tempo, in incessante ricerca visiva. Per Idea Napoli cura la rubrica “Fuori Cronaca”.


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