La cantata dei pastori – Idea Napoli

La cantata dei pastori

Con lo spettacolo andato in scena la sera dell’Epifania, è terminata, anche per quest’anno, la “tradizionale” Cantata dei Pastori, del Maestro Peppe Barra e Paolo Memoli. 18 repliche, molte delle quali “sold out”, iniziate il 14 dicembre e per la prima volta ospitate dal Teatro Politeama.

La Cantata dei Pastori è una delle opere più longeve del teatro, nata oltre 40 anni fa, ed in grado di raccogliere gran parte della tradizione napoletana. E’ da altrettanti anni che, il Maestro Peppe Barra, continua a portarla in scena rivisitandola, riadattandola, smontandola e rimontandola, ma senza mai decontestualizzarla. Una scelta di coraggio, fatta con caparbietà, contro tutto e tutti, tipica di coloro i quali credono nelle proprie idee e nel valore dell’Arte, con la “A” maiuscola.

E che ancora una volta, gli ha dato ragione.

La trama è chiaramente quella di sempre: il viaggio di Maria e Giuseppe, verso Betlemme, intenti ed “attenti” a “difendersi” da diavoli in perenne lotta con gli angeli (ed intenzionati ad ostacolare la nascita di Gesù), e ad evitare ostacoli di ogni genere e sorta. La narrazione scorre via piacevole, risultando godibile in ogni sua parte. Per stessa ammissione dello stesso Barra, attore, cantate e regista, “…pur avendone riscritte alcune parti, sono fiero della filologia con cui interpreto da tanto tempo questo testo, che conserva quel confronto ancestrale, e ancora oggi così apprezzato dai giovani, fra peccato e virtù, qui condito da tanta ironia tipicamente napoletana”.

Anche quest’anno accanto al Maestro, protagonista geniale e straordinario (stavolta anche regista), molti dei personaggi “storici” che lo seguono in questa sua “avventura” (come da qualche tempo ormai), a partire da Maria Letizia Gorga, ammirevole e generosissima (nel ruolo di Gabriello), fino ad arrivare al “fedele” Patrizio Trampetti (Diavolo Oste) sempre affidabile e degno di nota.

New entry di quest’anno, una meravigliosa quanto irriconoscibile Rosalia Porcaro, cui è stato affidato il gravoso compito di interpretare il personaggio di “Sarchiapone”, e spalla perfetta di Barra, ruolo che in origine fu rappresentato dell’indimenticata Concetta Barra. Un’eredità che avrebbe potuto schiacciare chiunque, ma che invece ha dato alla Porcaro una marcia in più, affinché rendesse proprio quel ruolo, adattandolo alle proprie “corde”; il risultato è stato davvero notevole, in quanto a spessore e caratterizzazione del personaggio, avvalorando ancora di più, qualora se ne sentisse la necessità, quanto bene si parli della Porcaro stessa, attrice poliedrica e di grandissima caratura.

A completare il cast, un credibilissimo Marco Bonadei (ad interpretare il Demonio), un superlativo Enrico Vicinanza (Ruscellio), un sempre generoso Francesco Viglietti (Armenzio), ed i sempre godibili Andrea Carotenuto (San Giuseppe) e Chiara Di Girolamo (Maria Vergine); ultimo, ma solo per età, il più piccolo della comitiva, Giuseppe De Rosa (Benino).

Con Francesco Esposito assistente alla regia, con le musiche di Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo, Direttore d’orchestra dal vivo durante le rappresentazioni; le coreografie sono affidate ancora una volta ad Erminia Sticchi, ed al suo corpo di ballo “Skaramacay”, in grado di inscenare danze di diavoli e angeli, in una continua lotta perenne. Le scene sono di Tonino Di Ronza, ed i costumi di Annalisa Giacci.

Tutti ingredienti che rendo ricco ed unico, un “prodotto” della tradizione teatrale, che a discapito dei suoi anni, continua ad ammaliare, a divertire ed a conquistare. La “Cantata dei Pastori” è tutto questo e l’opposto di questo. E’ sempre uguale a se stessa, eppure diversa. E’ comica e divertente, ma allo stesso tempo commovente e sacra.
E’ un successo, che continua da decenni, di fronte al quale non si può far altro che togliersi il cappello.

 

Alessandro Vitiello

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