La Napoli misteriosa di Ferzan Ozpetek – Idea Napoli

La Napoli misteriosa di Ferzan Ozpetek

Napoli velata di Ferzan Ozpetek non è (e non poteva essere) un film “semplice”. Chi pensava a una celebrazione della nostra città si troverà di fronte ad un prodotto totalmente diverso. Nel suo lavoro, il regista ha inserito continui collegamenti, trame e sotto trame, continui riferimenti all’arte, al mistero ed alla passionalità, caratteristiche tipiche della realtà partenopea che si avvicendano tra loro in maniera mai banale o scontata.
Il tutto supportato da molteplici chiavi di lettura e da diversi punti di vista. Differenti modi di vedere se stessi e gli altri, dunque, con conseguente diversità nel vedere e nel percepire il mondo circostante.
Occhi che vedono e “sentono” in maniera differente cose e persone, metafora magistralmente rappresentata dalla presenza nel film di un oggetto particolare: un occhio metallico tramandato di padre in figlia, che tanti segreti ha visto e altrettanti ne custodisce.
Supposizioni, verità che restano sepolte per sempre nel non detto: “Questa città i suoi segreti se li tiene per sé”.
Napoli velata è stato presentato come un thriller melodrammatico: narra in maniera inusuale, come è solito fare il regista turco, una storia di passione che è allo stesso tempo un dramma familiare. Il risultato è un film corale di difficile decifrazione e comprensione, con evoluzioni continue che percorrono tutta la trama.

La Napoli velata, insieme sfondo e cornice dell’intero film,  è ricca di misteri e segreti. Velata come il meraviglioso Cristo di Cappella Sansevero, velata come lo è il parto dei femminielli, con un telo bianco a lasciare spazio all’immaginazione, anche perché “è difficile sopportarne la verità”.
Giovanna Mezzogiorno regala un’interpretazione magistrale: durante tutto l’evolversi della vicenda appare come in trance, come sospesa; subisce lo scorrere del tempo e l’evolversi dei fatti, le persone ed il loro carattere. Subisce gli eventi senza mai intervenire in prima persona, senza mai decidere.
E’ tutto e il contrario di tutto: al suo corpo, ai suoi seni, alla sua nudità quasi sfrontata affianca la decisione di non scegliere. Lei viene scelta. Non decide, ma semplicemente accetta le decisioni degli altri. In maniera distaccata, quasi a voler far trasparire le tempeste interiori che la devastano. Velata anche lei come la città che la accoglie.
Bravissimi Peppe Barra, Luisa Ranieri, Isabella Ferrari e Lina Sastri: presenze mai predominanti che però sembrano spesso muovere le file della vicenda.
Il film si chiude con la protagonista che continua, nonostante tutto, a rincorrere i suoi fantasmi; nella scena finale si sentono solo i suoi tacchi sull’asfalto mentre la donna, il suo corpo, la sua fisicità sono completamente scomparsi, risucchiati dalla città.
Un’immagine che indica la volontà di tenere insieme tutti i segreti, nasconderli volutamente, lasciando che l’emotività si scontri con la ricerca della razionalità.

Alessandro Vitiello

About the author

Potrebbero interessarti

JOIN THE DISCUSSION

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.