La ragazza della fontana, di Antonio Benforte – Idea Napoli

La ragazza della fontana, di Antonio Benforte

Antonio Benforte, scrittore e giornalista napoletano.

L’estate del 1994 è rimasta impressa nella memoria di tutti gli italiani perché fu l’estate in cui il rigore sbagliato da Roberto Baggio consegnò la coppa del mondo al Brasile.
In un paesino dell’entroterra campano, invece, per quanto il mondiale avesse appassionato chiunque, l’argomento clou dell’esteta fu l’uccisione di una ragazzina.
M. è un quindicenne che ha appena finito la scuola con voti nella media e per lui estate vuol dire giocare a pallone fino a  notte fonda con i suoi amici sfidando i ragazzini dei paesini limitrofi che considerano la squadra di M. e compagni tra le più forti del territorio. Se poi capita si può trascorrere una giornata a mare o al centro commerciale per ammirare le ultime novità in campo tecnologico e passare del tempo nella piazzetta sempre in compagnia degli inseparabili amici.

Il nostro era un paesino di persone fredde e povere d’animo, di quelli in cui ci si conosce tutti, in cui la gente mormora e da cui i ragazzi con un briciolo di cervello scappano appena compiuta la maggiore età.

Il paese di M. è il classico paesino di provincia in cui tutti si conoscono e tutti vengono a sapere tutto nel giro di un millesimo di secondo. Una realtà soffocante per alcuni, rassicurante per altri. Nel paesino dove tutti si conoscono c’è solo un elemento che sfugge: il Capitano. Tutti lo chiamano così per via di quel cappello da marinai da cui pare non separarsi mai e tutti lo considerano lo strambo da cui stare alla larga e a cui non dare confidenza. Della sua vita passata non si sa niente, di quella presente bastano le chiacchiere del paese per costruirla: un solitario che inveisce contro chiunque, che beve parecchio e che sicuramente ha qualcosa da nascondere perché uno sano di mente non si comporterebbe mai così.

Quando quell’estate il corpo di un’adolescente, Rebecca, viene ritrovato nella fontana la colpa ricade in automatico sul Capitano, perché nessun’altro avrebbe commesso un atroce delitto e perché se il paese ha già la sua bestia perché affannarsi a trovarne un’altra? M. sa che non è così sa che il passato del Capitano ha conosciuto solo l’amore, per una donna e per i libri, e che a dispetto delle apparenze non farebbe del male a nessuno.

La ragazza della fontana (ed. Scrittura & Scritture) è il romanzo d’esordio di Antonio Benforte, giovane scrittore e giornalista napoletano. È un libro che ha il pregio di lasciarsi leggere velocemente complice una scrittura molto scorrevole e una storia ben narrata. Tuttavia qualche punto debole c’è e la presenza di questi limita la riuscita ottimale del romanzo. L’episodio dell’omicidio che dà il titolo al libro è relegato a semplice episodio di contorno, un pretesto per raccontare altro e la cui conclusione appare frettolosa e indebolisce il finale. La scrittura di Benforte è elegante e molto pulita e contrasta molto con la storia raccontata. Se ci sono uccisioni, omertà e torbidi segreti ci si aspetterebbe una scrittura più graffiante e sporca come il maestro Ammaniti insegna.
È un esordio e le basi per qualcosa di promettente ci sono, vediamo cosa succede nei prossimi.

About the author

Classe 1990, appassionata di editoria con la qualifica di consulente letterario. Nel Paese in cui tutti scrivono libri lei preferisce leggerli. Web writing, scrive di libri sul blog Gli Amabili Libri , collabora con diversi siti e divora serie TV americane. Tifosa del Napoli e amante della città di Napoli. Per Idea Napoli cura la rubrica “CopertiNa”.

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