Luoghi non comuni

.

L’arte di Inward: creatività per il sociale


Chi mi conosce ormai conosce pure Inward, l’Osservatorio sulla Creatività Urbana.
Agg’ fatt’ ‘na capa tanta a tutti quanti da quando mi sono innamorata del murale intitolato “Sei parte di questo quartiere, prenditene cura”: all’apparenza un’opera-ossimoro, a due passi dal cosiddetto Bronx di San Giovanni a Teduccio, tra i palazzi-casermoni di periferia, la pubblicità stile anni Cinquanta invita passanti e cittadini a prendersi cura del proprio quartiere; in realtà, l’opera rientra nel progetto CUNTO, programma di inclusione sociale attraverso la creatività urbana ideato da Inward, ed è frutto di laboratori e attività con giovani del territorio che confidano nel senso di appartenenza alla città, ripongono fiducia nella cooperazione cittadina e credono che coi piccoli gesti di ognuno e col contributo di tutti si può costruire il futuro.
Insomma, una volta per tutte vi racconto le cose meravigliose che fa questa realtà napoletana.

Portare la periferia al centro dell’attenzione. È questa una delle principali missioni di Inward, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti, muralismo); fondato dall’Associazione Culturale Arteteca, ha sede a Ponticelli, quartiere dove ha creato il primo distretto di street art per il sociale in Campania, ovvero il Parco dei Murales. Si tratta di un grande complesso residenziale dove dal 2015 si sono susseguiti interventi pittorici firmati da street artisti di fama internazionale e si sono svolte numerose attività sociali e laboratori creativi con la partecipazione dei residenti; di recente sono stati avviati anche street art tour per accogliere curiosi, appassionati e turisti, e per sostenere la cooperativa sociale Arginalia, nata per favorire opportunità di lavoro ai giovani di Napoli Est.

Riqualificazione artistica e rigenerazione sociale sono le parole d’ordine dell’osservatorio, ma sono qualcosa di più di semplici parole: quando Silvia Scardapane di Inward mi parla del suo lavoro tra murales e laboratori ludico-educativi con bambini e ragazzi che si avvicinano per la prima volta a questi temi, alla street art e alla bellezza dell’arte, i suoi occhi brillano di dedizione e passione per il proprio lavoro, risplendono dell’entusiasmo di chi vede nascere le opere e giorno dopo giorno contribuisce alla costruzione di una periferia da guardare con occhi nuovi. “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”: Confucio teneva ragione, Silvia me lo conferma.

Sempre nella mia amata periferia orientale troviamo altri interventi realizzati grazie al sostegno di Inward, come il grande murale di Paolo ShaOne Romano sulla facciata d’ingresso della parete di cinta della Villa di Caius Olius Ampliatus a Ponticelli: l’opera racconta la storia del bene archeologico, una villa rustica, appartenuta ad uno dei legionari di Silla, coperta dalla stessa eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed Ercolano nel 79 d.C. e scoperta negli anni Ottanta, durante la realizzazione degli edifici del Lotto O.

Un’altra opera custodita a Napoli Est e nata grazie al contributo di Inward è Diego”, il Maradona di Jorit AGOch, il gigantesco “Dios umano” tra i palazzi di Taverna del Ferro dell’artista italo-olandese (autore anche del Gennaro di Forcella e di Ael al Parco Merola di Ponticelli), la cui realizzazione è stata sostenuta anche da raccolte locali.
“Lo faccio per portare il bello dell’arte a chi non ce l’ha – ha dichiarato AGOch – Questa gente merita la bellezza, io do il mio contributo, faccio quello che posso, faccio in modo che la bellezza raggiunga il popolo”.

Numerosi gli interventi portati avanti grazie a Inward in tutta la città.
In via Romaniello, l’osservatorio ha curato la realizzazione del murale dedicato a Giancarlo Siani, il giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985. Nella stessa strada dove il giornalista visse i suoi 26 anni e dove fu ucciso, 26 frame firmati dagli Orticanoodles si susseguono lungo i 38 metri di muro con l’intento di raccontare ciò in cui Giancarlo Siani credeva: legalità e coscienza civile.

Infine, stupende opere nella stazioni dell’hinterland napoletano: da Piano di Sorrento (con le creature marine di Fluxus di Daniele Hope Nitti) alla Stazione Napoli Garibaldi (Ho bisogno di vederti degli Orticanoodles dedicata a Totò), da San Giovanni a Teduccio (Street Maths di Zeus40) a Castello di Cisterna (Colorful Queen di La Fille Bertha), fino a San Giorgio a Cremano (Ricominciamo da qui di Rosk&Loste che ricorda Massimo Troisi e Alighiero Noschese): cinque sono le opere nate dalla collaborazione di Inward con EAV – Ente Autonomo Volturno nell’ambito del progetto di riqualificazione delle stazioni della Circumvesuviana e altre cinque verranno realizzate prossimamente, per dare vita alla bellezza anche in questi luoghi di passaggio.

E poi collaborazioni e mostre in tutta Italia, riconoscimenti e premi come il percorso di formazione a Parigi vinto alla quinta edizione del Social Change Wave grazie all’idea del distretto della creatività, ma anche la partecipazione a Urban Art Ventures in Grecia con la realizzazione di una facciata sul tema dell’empatia all’interno di una scuola che accoglie bambini con disabilità, aiutando i piccoli a esprimere la propria creatività.

Arte partecipata e partecipativa, in un percorso di inclusione che coinvolge direttamente chi abita i luoghi interessati da queste rivoluzioni artistiche. Inward è l’arte che cambia il mondo.



Classe 1995, napoletana nata a Torino, studia Scienze della Comunicazione, innamorata di Napoli e del Napoli, assidua visitatrice di musei e accanita lettrice.
Per Idea Napoli cura la rubrica “Divina Napoli”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *