Non chiamateci nostalgici, siamo solo innamorati

Un immagine del Maradona Day (foto articolo e copertina @LaPresse)

Viene, non viene.

Al San Paolo o in piazza.

Una partita o uno spettacolo.

Al Comune o sul palco.

E’ strumentale o è per il popolo.

Sono 10mila. No, 5mila. La piazza è vuota.

Si, ma si sta riempiendo. Vabbè, ma mi aspettavo di più.

Siamo troppo nostalgici. Guardiamo avanti.

Poi sale sul palco, parla con il “noi” riferendosi a Napoli e ai napoletani, dice che non servono le carte, ma si devono leggere i cuori e il suo cuore è napoletano da quando ha messo piede qui e ci sciogliamo come il sangue di San Gennaro. Senza bisogno di dimostrare che è un miracolo. Perché lo sappiamo già che lui non è umano. Lui è Dio. Ed è napoletano.

I giorni precedenti alla consegna della cittadinanza onoraria a Maradona si era allarmata tutta la cittadinanza ordinaria: pre-filtraggio, filtraggio e contro filtraggio, palpazioni ovunque, metal detector, perquisizioni in ogni pertugio.  Io avevo deciso di lasciare al destino la mia presenza all’evento. Se finisco in tempo di lavorare, vado e vedo se riesco a passare tutti i livelli. Un po’ come Mario Bros, ma senza baffi. Almeno credo. Ad ogni modo, quando arrivo all’accesso da Piazza Trieste e Trento è tutto molto tranquillo, troppo tranquillo. Poche persone, fila inesistente, mi faccio solo togliere il tappo della bottiglia come una dilettante qualunque, gettando al vento anni e anni di concerti all’aperto. Diventa facile beccare un amico di curva. Che poi, diciamocelo, l’evento è stato pure un’occasione e una scusa per interrompere l’astinenza da pausa campionato. L’amico è alla transenna dialogando simpaticamente con un poliziotto che non lo fa passare all’altro varco, quello di Santa Lucia, per andare a casa a cambiarsi la camicia “da lavoro” e indossare la maglia da “piazza”. Niente da fare. L’eleganza dovrà accompagnarlo in una serata strana, ma in fin dei conti bella.

In contemporanea arrivano i messaggi di mia mamma, tra il preoccupato e la voglia di partecipare: “In tv hanno detto che ci sono problemi con ultras e casa pound”. Cos’e pazzi! La piazza, nella realtà intorno a me, era tra il sopito e l’anestetizzato per il caldo e l’attesa. Poi però mamma mi chiarisce anche la questione cittadinanza, inviandomi le foto fatte alla tv che mandava in onda le immagini della consegna dal cortile del Municipio. Tutti felici: sindaco, giornalisti, privilegiati dipendenti comunali e Diego. Noi, in piazza, ci siamo dovuti sorbire uno spettacolo abbastanza forzato, un po’ patetico e per niente divertente nonostante lo sforzo di cantanti e comici accorsi. Si ricordano con un accenno Troisi, Totò, De Filippo e Pino Daniele. Ma noi eravamo lì per un’altra “operazione nostalgia” e avremmo preferito un video con i migliori goal, le migliori interviste, le migliori esultanze. In fondo eravamo lì in veste di tifosi e accontentateci, cavolo! Niente. Il calcio non c’è stato. La pazienza è finita quando Cicchella ha cominciato a inventarsi canti da stadio sull’ultima canzone di Rovazzi. Lì non ce l’abbiamo fatta più e dai cori per Diego siamo passati ai fischi. Insomma, siamo qui per Diego e datecelo.

Quando finalmente arriva il suo momento, sono spazzate via tutte le polemiche e ci dedichiamo solo a lui, come merita, con il nostro atto d’amore infinito che chi è fuori da questo meraviglioso giro non capirà mai.

Ed è quando esce Diego che capisco il vero senso di quella che qualcuno ha chiamato “circo mediatico” o “farsa” o “pagliacciata”. Il signore accanto a me, occhiali da vista con montatura bianca, sorriso con dentiera bianchissima, maglia rigorosamente azzurra, riprende tutto con un telefono improbabile e continua a ripetere: “Comm’è bell’! Comm’è bell’! Comm’è bell’!”

Già. E’ bell’. Ed è napoletano.

About the author

Criminologa e operatrice sociale a tempo perso. Ama giocare con le parole ma anche a pallavolo, nonostante l’età. Ha le spalle protette dal Vesuvio e lo sguardo fisso sul mare. Così si sente a casa, o quando è in curva B al San Paolo. Per Idea Napoli cura la rubrica “Racconti in Curva”

Potrebbero interessarti

JOIN THE DISCUSSION

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.