Il razzismo di Napoli nei confronti di Napoli: il Vomero non è Ponticelli?

Il razzismo di Napoli nei confronti di Napoli

Nei giorni in cui si parla molto (troppo, come sempre in questi casi) delle dichiarazioni di Michaela Biancofiore, uno dei tanti geni della politica italiana, secondo cui al sud siamo tutti poveri e non possiamo permetterci nemmeno una vacanza, un’altra frontiera della discriminazione e dei luoghi comuni ha attirato la mia attenzione: quella dei napoletani nei confronti dei napoletani.

L’articolo de Il Mattino

Stamattina, mentre leggevo la versione web de Il Mattino, mi sono imbattuto in questo titolo: “Napoli, 12enne al supermarket con la pistola: voleva rubare bibite e merendine”. Incuriosito (come fai a non farti incuriosire da un bambino che entra in un supermercato con la pistola?), ho deciso di leggere l’articolo per approfondire la questione.
Seleziono il link, la pagina si apre, attacco del pezzo, prime due righe: smetto di leggere.
Perché?
L’articolo inizia così: “A dodici anni con la pistola nella cintola dei pantaloni. Non succede a Ponticelli, nemmeno al Rione Traiano e neppure a Scampia. No. Ad andarsene in giro con un’arma (non un giocattolo, anche se è presto per affermare se si tratti di una scacciacani o di una pistola autentica) è un bambino di 12 anni che vive al Vomero. In via Morghen”.
Ebbene sì, il gioco è molto semplice. “Non succede a Ponticelli, nemmeno al Rione Traiano e neppure a Scampia”. L’autore dell’articolo ha le idee molto chiare: a Ponticelli può essere normale che un ragazzino giri armato, così come al Rione Traiano e a Scampia. Al Vomero la faccenda diventa un po’ strana.

Quando Napoli discrimina Napoli

La discriminazione, i luoghi comuni, il razzismo non sono quattro cretini che strillano in curva allo stadio; nemmeno la Biancofiore e i suoi simili. I luoghi comuni più diffusi su Napoli e i napoletani sono a Napoli e tra i napoletani. Il Vomero è il Vomero, Ponticelli e Scampia sono Ponticelli e Scampia.
Se nemmeno Napoli sa essere lucida nei confronti dei suoi figli, come possiamo pretendere che a Milano, Torino e Bergamo abbiano una percezione diversa della nostra realtà?
Ponticelli, il Rione Traiano e Scampia non sono quartieri “facili”, il Vomero lo è sicuramente di più: ma la distinzione tra la Napoli bene e la Napoli male è un’etichetta falsa e soprattutto pericolosa, che non tiene conto di tutto il mare che c’è nel mezzo.
Altrimenti diventa inutile scandalizzarsi per Gomorra e i Vesuvio lavali col fuoco.

About the author

Giornalista pubblicista, amante delle parole scritte e della napoletanità pura. Sorride e si emoziona con i film di Totò e Troisi, sogna con la musica di Pino Daniele. Per Idea Napoli scrive "Racconti".

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