Resta quel che resta

Premessa: nel pezzo che leggerete, in questa #FuoriCronacaSpecial molto probabilmente mi scapperà qualche “luogo comune” e voi sapete che su Idea Napoli non succede mai, è contro i nostri principi, per questo mi scuso in anticipo nel caso dovesse succedere.

Ieri si è conclusa matematicamente la corsa scudetto, col titolo che ha preso la strada di Torino per la settima volta consecutiva. Delle polemiche che lo hanno accompagnato non parlo, perché lo considero abbastanza inutile, visto che solo quelli che hanno un pensiero contorto, quelli in malafede e “i juventini”(che poi è sempre ‘a stessa cosa), sono così ciechi da non vedere tutte le malefatte perpetrate anche quest’anno per portarsi a casa il campionato 17/18.

Allora di cosa vogliamo parlare? Dell’ennesima scena patetica vista ieri allo stadio Ferraris? Dei cori “goliardici” che ci hanno vomitato addosso? No, lasciamo stare, quella è gente affetta da “deficientismo territoriale”, frustrati, specchio di un paese sempre più malato, che si appresta ad essere guidato da quello che si annuncia come il governo più razzista della storia e nel quale Silvio da Arcore ritorna vergine.

Allora? Cosa ci è rimasto? La cronaca della partita! Si, si potrebbe parlare della partita, pure perché questa rubrica questo fa. Però la cronaca della partita o la fai in tempo reale oppure non ha senso. Cosa mi metto a scrivere il giorno dopo Sampdoria-Napoli? Che Milik appena entrato in campo, con un perfetto sinistro sotto la traversa…no, già l’avete abbondantemente visto, non avrebbe senso.

“Senti scusa, ma allora che vuo’?!?” A questo punto se mentre leggete lo avete detto, tutti i torti non li avete.

Niente, non voglio parlare di niente, vi voglio solo dire che ho negli occhi la bellezza di un’annata fantastica, nella quale ho visto un gruppo di ragazzi andare oltre i propri limiti, giocare un calcio fantascientifico, guidati da un vero condottiero, uomo sincero, napoletano vero (tie’, ho fatto pure la rima).

Perdonatemi se non faccio nessun accenno a quello che arriva da Torino, alle stupide provocazioni di “barbari non avvezzi alla civiltà”, ipocriti arroganti che dimenticano troppo in fretta quello che è successo qualche tempo fa a Madrid. Perdonatemi, ma io nella guerra che si sta scatenando in queste ore sui social non voglio entrare. Non voglio perdere il senso di quello che questo campionato del Napoli ha avuto anche fuori dal campo, non ho nessuna intenzione di contaminare la BELLEZZA.
Il Napoli di Maurizio Sarri resta un’opera d’arte, dal valore pressoché inestimabile, che potremmo guardare ogni volta che vorremmo, e che speriamo di poter ancora guardare live l’anno prossimo.

Stamattina la radio ci ha regalato un inedito di Pino Daniele, un provino voce e chitarra, arrangiato da Corrado Rustici (emozionante, anche se non potremmo mai sapere come sarebbe stato completato da Pino).

Il testo del pezzo recita così: “e se qualcuno ti dirà che si può anche impazzire / senza discutere / spiegare al tuo cuore / resta quel che resta”

Ecco, io non voglio spiegare, non voglio discutere, voglio solo riempirmi gli occhi, sublimare il Sarrismo, esaltare i suoi geniali interpreti.

Tanto, resta quel che resta.

#ForzaNapoliSempre

About the author

Sociologo, fotografo, amante della musica e chitarrista occasionale. Napoletano "nato in casa", contagiato da quella bellezza tutta partenopea, contraddittoria e spontanea, che si è trasformata, nel tempo, in incessante ricerca visiva. Per Idea Napoli cura la rubrica “Fuori Cronaca”.

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