Rosario Jermano: Nouvelle Cuisine per tutti i palati musicali

Rosario Jermano nell’ultimo tour di Pino Daniele (foto Roberto Panucci)

Già nel precedente appuntamento con questa rubrica (l’intervista ad Assia Fiorillo che potete leggere qui http://www.ideanapoli.it/le-stelle-sono-rare-una-di-queste-e-assia-fiorillo/) abbiamo parlato di musica napoletana in maniera atipica: si parlava, tra le altre cose, di un disco non ancora realizzato. La stessa cosa succederà anche questa volta.

Parleremo di un album, Novelle Cuisine, ancora in stato embrionale, che mentre scrivo sta prendendo forma e sostanza in uno studio di registrazione. Un lavoro discografico che si preannuncia importante efuori dagli schemi, come l’artista che ne sta dando la luce: Rosario Jermano.

Per quei pochissimi che ancora non lo conoscessero, li informo che stiamo parlando di uno dei più importanti percussionisti italiani viventi: vero e proprio Maestro (il maiuscolo è d’obbligo) di quel sound inconfondibile che risponde al nome di Neapolitan Power. Un musicista che ha collaborato praticamente con tutti i più grandi artisti italiani (e non), e che è stato il pilastro (sia dal punto di vista artistico che umano) dell’inizio della carriera di Pino Daniele. Come quest’ultimo, anche Rosario è una persona molto introversa, che preferisce far parlare la propria musica anziché le interviste: per questo lo ringrazio pubblicamente per aver deciso di dedicarmi e regalare a tutti noi un po’ del suo preziosissimo tempo.

Visto il titolo dell’album a breve in uscita, la prima domanda sorge spontanea: cosa bolle nella pentola di Nouvelle Cuisine? Quali sonorità dobbiamo aspettarci in questa tua nuova avventura musicale?

Ho messo insieme le mie preferenze musicali: Peter Gabriel, Ryūichi Sakamoto, Art of Noise, Vangelis, Airto Moreira e Napoli. Inoltre, ho associato le mie esperienze di musicista con tanti artisti italiani e stranieri e anche tutti i balletti realizzati da me per il coreografo Franco Miseria nelle trasmissioni RAI dal 1984 al 1990.

Da quante tracce sarà composto il disco?

Il disco sarà composto da 22 tracce, ognuna di tre minuti. Caratteristica presa in prestito dai primi album dei Beatles, che assicura l’ascolto fino in fondo di ogni brano: come il corpo umano, composto dal 70% di acqua, anche i miei brani sono fatti al 70% da percussioni a suono indeterminato e determinato, come ad esempio Cymbalon, Xantur, Marimba.

Le special guest non mancheranno, Tullio De Piscopo ed Antonio Onorato solo per citarne due: cosa ti ha spinto nella scelta dei musicisti che ti accompagneranno in questo disco?

Io non ho scelto nessuno, ho solo chiesto di suonare liberamente nei miei brani senza costrizioni alcune e con la completa loro partecipazione: ho dato solo dei piccoli consigli, utili al fine di assicurare una uniformità dell’album. Pensa, ad esempio, che il basso non è quasi presente in nessun brano, ma solo perché la gamma bassa è occupata largamente dai miei tamburi.

Sui Social hai annunciato che il disco sarà pronto prima di Natale: quando pensi di poter avere una data definitiva?

Il lavoro è al 60 % di realizzazione in questo momento: l’uscita dovrebbe essere prevista prima di Natale, ma non è data certa. Il disco vedrà davvero la luce quando sarà convinto di ciò che ho fatto. Inoltre, sono ancora alla ricerca di una label che mi assicuri una buona distribuzione, perché credo molto in quello che sto facendo. A mio avviso, attualmente nel mondo non esiste una cosa simile: ne sono fermamente convinto; e ci metto anche un po’ di presunzione; se permetti.

Nella tua carriera hai collaborato praticamente con tutti i più grandi artisti italiani, da De André a Renato Zero, passando per Raf: cosa ti hanno lasciato e cosa credi di aver lasciato tu a loro?

Sono stato fortunato, ho dato a tutti loro una traccia del mio modo di suonare le percussioni: una modalità che ben presto è diventata un manuale di come si suonano i miei strumenti. (Conga & Tumba – ed. Curci n.d.r.). Tanti percussionisti giovani di oggi hanno imparato qualcosa ascoltando i dischi che ho registrato io. Questo mi riempie di gioia e mi fa pensare che lascerò una scia ben precisa del mio modo di suonare.

Ovviamente, quella con Pino Daniele non è stata una semplice collaborazione, ma un vero rapporto di amicizia: oserei dire che siete stati, siete e sarete sempre due fratelli: quando hai capito che sarebbe diventato l’artista che è diventato? 

Io sono stato il primo a capire cosa nascondesse nel suo cuore e nell’anima Pino Daniele: l’ho incoraggiato e aiutato sia come musicista che come produttore in studio: infatti per i primi tre album, fino a Nero a metà, la mia collaborazione non si limitava solo a suonare le percussioni; ma questo ormai è storia ed è scritto nelle biografie di Pino già da tempo, non ultimo il film uscito da poco (Il tempo resterà n.d.r.). Tuttavia, al di la di queste cose, che sono belle ma restano comunque cose, io ho perduto il mio migliore amico, quello con cui non c’era bisogno di parlare. 

Restando in tema Neapolitan Power, sempre sui Social hai scritto che il vero capostipite di questa scuola sia stato Renato Carosone: puoi spiegarci perché? 

Il maestro Carosone, con il quale ho fatto un tour nel 1988, fu il primo insieme a Gegè Di Giacomo e al chitarrista Peter Wan Wood a mettere insieme America e Napoli. Anche questa è storia: basti pensare a pezzi come “Tu vuo’ fa l’americano” o “Torero”, che metteva insieme ritmi come cha-cha e dialetto napoletano, tutto in chiave ironica. Il punto di partenza di Pino Daniele ed il mio all’epoca fu proprio questo: e da quelle sonorità che nasce “Che Calore”, il primo 45 giri di Pino.

Come ti poni davanti al tema dei “generi musicali”? Secondo te esistono o sono solo il prodotto della fantasia delle case discografiche?

I generi musicali esistono, ma si riciclano negli anni. Si mescolano e si tritano tra loro, dando vita ad altre espressioni filtrate attraverso ogni musicista creativo. Senza quello che c’è stato prima non si può andare avanti: come diceva Eduardo De Filippo, “la tradizione è sempre il punto di partenza”.

Dove potremo ascoltarti di nuovo dal vivo?

Credo sicuramente con il mio gruppo Sangennaro Team e negli show case live che farò per Nouvelle Cuisine, ma anche con Renato Zero nel suo prossimo tour.

Il sottoscritto, come credo anche voi, resta in trepidante attesa che questo disco venga servito in tavola.

Ne farà di certo una scorpacciata!

 

About the author

Talmente tante vite alle spalle che oramai non le ricorda più. La passione più grande resta la musica e la scrittura in genere. Alla ricerca di se stesso negli occhi degli altri, e viceversa. Napoli nel DNA. Per Idea Napoli cura la rubrica “Napoletano Atipico”.

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