Luoghi non comuni

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Souvenir, di Maurizio de Giovanni


foto Angelo Orefice

Ottobre. Che mese strano è ottobre. Le vacanze sono un lontano ricordo e per il periodo natalizio manca ancora troppo. Anche il tempo è indeciso, è capace di cambiare dall’oggi al domani o anche dalla mattina alla sera. Ottobre è uno sbalzo d’umore perenne ed in questo caos umorale è capace di trascinare anche te. È una mattina d’ottobre che un signore viene ritrovato in un cantiere della metropolitana, sprovvisto da tutto ciò che potrebbe fornirgli un’identità e in stato comatoso. Non è una rapina finita male, di questo ne sono certi i Bastardi di Pizzofalcone chiamati a risolvere la questione. Dopo aver appurato che l’aggredito è un turista americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, vengono a conoscenza del fatto che la madre di quest’ultimo Charlotte Wood è un ex diva hollywoodiana che per un brevissimo periodo nel passato ha animato la piccola cittadina del golfo quando si è recata per girarci uno dei suoi film più famosi: Souvenir.

È nel passato che bisogna tornare, è nel passato che bisogna scavare per risolvere il mistero di oggi.

Quanta strada hanno fatto i Bastardi e quanta ne dovranno fare ancora per dimostrare che nonostante i peccati commessi in precedenza sono degli ottimi poliziotti. Lavorare in un commissariato sempre a rischio chiusura non li fa star tranquilli, ma forse stavolta dopo tanta fatica anche gli altri finalmente si stanno accorgendo del loro merito e del loro valore. Tranquilli i Bastardi non possono esserlo mai, tanto meno questa volta che la loro indagine intreccia la vita di una famosissima attrice oggi colpita da Alzheimer con quella di una donna coniugata di un colletto bianco resosi latitante. Da una parte le pressioni del consolato americano e dall’altro quello della direzione distrettuale antimafia che con un solo battito di ciglia potrebbe portare via il caso ai Bastardi.

Come sempre non c’è solo l’indagine a cui pensare, i Bastardi hanno una loro vita e i loro problemi personali. Lojacono sempre preso dalla sua incasinata vita sentimentale e dall’evidenza che la sua bambina stia crescendo; Ottavia sempre pensierosa per il suo Riccardo e Romano impegnato in tutto e per tutto per ottenere l’affidamento della piccola Giorgia. Infine i più giovani Alex e Aragona, entrambi alle prese con due figure paterne autoritarie ed ingombranti con la differenza che se il padre della Di Nardo di è celato dietro un muro fatto di silenzio e che con la figlia non vuole averci più niente a che fare, il padre di Marcolino non solo parla (e pure più del figlio), ma dal figlio vuole pure un favore, ma di quelli grossi, capace di mandare in crisi il povero Aragona (lui con tutta la sciarpa) che dovrà capire da che parte stare e che tipo di poliziotto vuole essere.

Niente è come ottobre, per riproporre un antico souvenir. Nessun souvenir vale un ottobre. Perché è ottobre stesso, un souvenir.

È malinconico questo romanzo, a partire dal titolo. Cos’è un souvenir se non il tentativo di bloccare per sempre il ricordo di un posto in cui siamo stati felici? Tutta l’indagine che si snoda tra Napoli e Sorrento e tra presente e passato è permeata da una malinconia di fondo, da un tempo che è stato per poco felice e che mai tornerà, dai rimpianti e dai rimorsi che ci portiamo dietro e che ci fanno esclamare e se? Ci pensa il finale a scuoterci e a farci desiderare di poter avere la prossima indagine da leggere il prima possibile tra le mani.



Classe 1990, appassionata di editoria con la qualifica di consulente letterario. Nel Paese in cui tutti scrivono libri lei preferisce leggerli. Web writing, scrive di libri sul blog Gli Amabili Libri , collabora con diversi siti e divora serie TV americane. Tifosa del Napoli e amante della città di Napoli. Per Idea Napoli cura la rubrica “CopertiNa”.


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