Una spiaggia troppo bianca: storia di un killer silenzioso

Stefania Divertito è nata e lavora a Napoli. Ha scritto diverse inchieste a tema ambientale.

Stefania Divertito è nata e lavora a Napoli. Ha scritto diverse inchieste a tema ambientale.

Ci sono spiagge e spiagge. E c’è bianco e bianco. Perché non è detto che granelli di sabbia candida siano sinonimo di bellezza, della straordinarietà della natura. Possono essere malattia, possono essere morte. Bianco più scuro del nero.
Capita che non te ne accorgi, a guardarla da troppo vicino: la spiaggia bianca ti affascina, ti cattura, ti rapisce. Ti racconta bugie. A Napoli, nel quartiere orientale di San Giovanni a Teduccio, la sabbia bianca è il chiaro preludio alla fine, è polvere apparentemente innocua che alla lunga può contaminare i polmoni di tutti. Uccide.
Lo scoprirà Gemma Ranieri, protagonista di Una spiaggia troppo bianca (NN Editore), primo libro di una trilogia con la quale Stefania Divertito porta in primo piano un tema di cui si parla troppo poco: la strage dell’amianto, un “problemino” da migliaia di morti all’anno.
Gemma è napoletana, ma lavora a Milano come giornalista. Da lontano tutto le sembra diverso: amicizie, amori, legami familiari. E’ diversa tutta la sua città, da lontano. Lo sente quanto ci ritorna o quando decide di restare nella sua nuova casa al nord: lo scopre, ed è una scoperta che brucia parecchio sulla pelle e sull’anima, quando la sua più cara amica, Vic, muore in un incidente stradale dai contorni poco chiari.
La tragedia riporta Gemma a Napoli, in quella che prima del lavoro a Milano era stata la sua esistenza: ne scorge la fisionomia, ne percepisce i riflessi, vi si immerge nel tentativo di far chiarezza sulla vicenda che ha sconvolto la sua vita e quella della sua “famiglia allargata”. Scoprirà, semmai ne avesse avuto bisogno, che in questa città a volta niente è come sembra, e lo farà soprattutto grazie al lavoro lasciato dalla sua cara amica come testamento di coraggio, amore e coscienza civile.
Stefania Divertito racconta le sue inchieste sull’amianto attraverso gli occhi di un personaggio che, come lei, ha i capelli rossi e un lavoro da giornalista (ma non è difficile immaginare che di Stefania, in Gemma, ci sia molto altro). Con una scrittura senza inutili orpelli e per questo molto efficace, con azzeccati ricorsi al dialetto napoletano, l’autrice sbatte in faccia al lettore un argomento che spesso e volentieri resta priorità degli addetti ai lavori o delle vittime e dei loro parenti.
L’amianto, killer silenzioso e spietato, cancro letale che appesta i polmoni e condanna senza appello, viene svelato tra le pieghe di una storia d’amore e di civiltà, di voglia di vivere e malinconia, di tristezza e speranza, in una Napoli che è e vorrebbe essere, che appare in una veste a volte troppo diversa da se stessa, soprattutto se la si osserva da lontano.
Perché se una spiaggia è troppo bianca c’è un motivo. E non è quello che sembra.

About the author

Giornalista pubblicista, amante delle parole scritte e della napoletanità pura. Sorride e si emoziona con i film di Totò e Troisi, sogna con la musica di Pino Daniele. Per Idea Napoli scrive "Racconti".

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